Comune di Triora (Imperia)


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MUSEO REGIONALE

ETNOGRAFICO E DELLA STREGONERIA

Corso Italia 1 - Tel. 0184 - 94477 -  Fax 0184 - 94164


Orari: 

dal 1/11 al 31/3 Aperto tutti i giorni dalle 14.30 alle 18.00

Sabato, domenica e festivi: dalle 10.30 alle 12.00 


dal 1/4 al 31/10 Aperto tutti i giorni dalle 15.00 alle 18.30

Sabato e domenica nei mesi di agosto e settembre anche al mattino dalle 10.30 alle 12.00 


Per i gruppi è possibile anche un'apertura fuori orario (su prenotazione).

Prezzo biglietto adulti € 2,00  -  Bambini € 1,00  -  Gruppi di almeno 20 persone € 1,50


SALA 1 - FAUNA.
Sono esposti i principali esemplari faunistici della zona, fra i quali il raro gufo reale ed il gheppio.

SALA 2 – SALA BRASSETTI.
E’ un angolo del Museo dedicato a Luigia Margherita Brassetti, benefattrice cagliaritana, vissuta nel borgo dal 1900 al 1926, data della sua morte. Fra gli oggetti esposti la sua macchina da cucire, il divano, il grammofono, oltre a libri ed oggetti sacri, quali antichi editti vescovili, fotografie d’epoca, immagini sacre, quadri ricamati e preziosi diari e scritti, che ne documentano l’attività benefica.

SALA 3 – ARCHEOLOGIA.
Le più importanti scoperte archeologiche rivivono attraverso i reperti ritrovati nelle numerose grotte esistenti in loco, fra cui la Tana della Volpe a Loreto, l’Arma della Gra’ di Marmo a Realdo e il Buco del Diavolo a Borniga.

SALA 4 – ARTE E ARTIGIANATO.
In questo grande salone fanno bella mostra di sé le statuette lignee della scuola maraglianesca e teste processionali del quindicesimo secolo. Nelle bacheche sono visibili un bel messale con la riproduzione di un’antica veduta di Triora del ‘700, una raccolta dei verbali della Repubblica Ligure durante il periodo napoleonico, fra cui, importantissima, la testimonianza della cacciata dei frati francescani dal paese. Notevoli anche i letti, la vetusta doccia ed il lavabo con bacinella; particolarissimo anche l’orologio campanario, perfettamente funzionante, della Collegiata, costruito all’inizio del secolo XX dalla ditta Trebino Williams di Uscio (Genova).


Sala 5 – RICORDI.
Alcune fotografie storiche, libri sulla stregoneria e la demonologia, oggetti del calzolaio, la porta di un casun ed altri oggetti d’antan introducono al nucleo storico del museo etnografico.

Sala 6 – CANTINA.
Tutti gli oggetti usati dai viticultori – tini, botti, macchine per il solfato, bottiglie, fiaschi e così via – testimoniano l’importanza di quest’attività nel passato, testata anche dal lunghissimo elenco dei vignaioli nel primo anteguerra.

SALA 7 – CUCINA.
Qui si rivive l’atmosfera della vita quotidiana che sta scomparendo. Oggetti in legno, in rame, in stagno e così via sono messi in bella vista in apposite vetrine; una madia pare attenda la massaia per preparare i cibi, mentre il focolare, con il paiolo, il treppiede, la teglia attendono le prelibate vivande. Lumi ad olio e petrolio sono appesi al paiolo; in un angolo è anche la teda, una radice resinosa un tempo indispensabile per illuminare.

SALA 8 – LATTE.
Il cosidetto "ciclo del latte" è rappresentato dagli oggetti di uso pastorale, come la zangola, formelle, recipienti per il latte, il formaggio o il bruzzu, ricotta inacidita da gustare spalmata sul pane. Non mancano spazzole, cesoie per tosare, ecc.

SALA 9 – CASTAGNO.
La castagna ha rappresentato per molti anni il principale sostentamento delle famiglie, soprattutto dei pastori e contadini delle morghe e villaggi. E’ giustamente ricordata con l’esposizione di oggetti ad essa collegati, come il setaccio, il sacco per pestare le castagne, la padella, ecc.

SALA 10 – MESTIERI.
Non poteva mancare la rappresentazione del fornaio, con un finto forno ed un pane di forma rotonda pronto per essere cotto, del falegname con i suoi attrezzi più importanti e del muratore, con un particolarissimo antico compasso.

SALA 11 – VITA DEI CAMPI.
Come da logica, il contadino è raffigurato sia in eloquenti fotografie che attraverso oggetti di uso quotidiano. Non mancano due macchinari per macinare il grano, un’antica slitta da trasporto, i finimenti dei muli e finanche una culla per trasportare i bimbi sul capo con l’ausilio di uno straccio a mo’ di ciambella.


 


SALA 12 – PRIGIONI.
Nelle antiche carceri hanno trovato posto alcune scenette di streghe intente nei loro usi quoditiani, oltre a fotografie di strumenti di tortura.

SALA 13 – ATTI PROCESSO – LIBRI.
Qui è documentata la storia delle streghe di Triora e dalla loro spietata caccia, con l’esposizione di documenti autentici, di testi anche antichi, di stampe e di racconti popolari.

SALA 14 – STREGONERIA.
E’ questo l’antro delle streghe, con una bàgiua ad accogliere il visitarore, mentre un’altra è deposta su di un cavalletto per subire le torture. Sullo sfondo, ombre cupe ricordano gli altri supplizi cui vennero sottoposte quelle povere donne.

SALA 15 – GIARDINO E MINIATURE.
Una valvola di sfogo è costituita dal giardino con piante aromatiche e medicinali. Sono anche riprodotte in miniatura le principali chiese ed attrattive del luogo, come il ponte di Loreto e l’Arma Pisciusa.


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