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Sala 5 – RICORDI.
Alcune fotografie storiche, libri sulla stregoneria e la demonologia,
oggetti del calzolaio, la porta di un casun ed altri oggetti d’antan
introducono al nucleo storico del museo etnografico.
Sala 6 – CANTINA.
Tutti gli oggetti usati dai viticultori – tini, botti, macchine per
il solfato, bottiglie, fiaschi e così via – testimoniano l’importanza
di quest’attività nel passato, testata anche dal lunghissimo elenco dei
vignaioli nel primo anteguerra.
SALA 7 – CUCINA.
Qui si rivive l’atmosfera della vita quotidiana che sta scomparendo.
Oggetti in legno, in rame, in stagno e così via sono messi in bella vista
in apposite vetrine; una madia pare attenda la massaia per preparare i
cibi, mentre il focolare, con il paiolo, il treppiede, la teglia attendono
le prelibate vivande. Lumi ad olio e petrolio sono appesi al paiolo; in un
angolo è anche la teda, una radice resinosa un tempo indispensabile per
illuminare.
SALA 8 – LATTE.
Il cosidetto "ciclo del latte" è rappresentato dagli
oggetti di uso pastorale, come la zangola, formelle, recipienti per il
latte, il formaggio o il bruzzu, ricotta inacidita da gustare
spalmata sul pane. Non mancano spazzole, cesoie per tosare, ecc.
SALA 9 – CASTAGNO.
La castagna ha rappresentato per molti anni il principale
sostentamento delle famiglie, soprattutto dei pastori e contadini delle
morghe e villaggi. E’ giustamente ricordata con l’esposizione di
oggetti ad essa collegati, come il setaccio, il sacco per pestare le
castagne, la padella, ecc.
SALA 10 – MESTIERI.
Non poteva mancare la rappresentazione del fornaio, con un finto forno
ed un pane di forma rotonda pronto per essere cotto, del falegname con i
suoi attrezzi più importanti e del muratore, con un particolarissimo
antico compasso.
SALA 11 – VITA DEI CAMPI.
Come da logica, il contadino è raffigurato sia in eloquenti
fotografie che attraverso oggetti di uso quotidiano. Non mancano due
macchinari per macinare il grano, un’antica slitta da trasporto, i
finimenti dei muli e finanche una culla per trasportare i bimbi sul capo
con l’ausilio di uno straccio a mo’ di ciambella.
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SALA 12 – PRIGIONI.
Nelle antiche carceri hanno trovato posto alcune scenette di streghe
intente nei loro usi quoditiani, oltre a fotografie di strumenti di
tortura.
SALA 13 – ATTI PROCESSO – LIBRI.
Qui è documentata la storia delle streghe di Triora e dalla loro
spietata caccia, con l’esposizione di documenti autentici, di testi
anche antichi, di stampe e di racconti popolari.
SALA 14 – STREGONERIA.
E’ questo l’antro delle streghe, con una bàgiua ad
accogliere il visitarore, mentre un’altra è deposta su di un cavalletto
per subire le torture. Sullo sfondo, ombre cupe ricordano gli altri
supplizi cui vennero sottoposte quelle povere donne.
SALA 15 – GIARDINO E MINIATURE.
Una valvola di sfogo è costituita dal giardino con piante aromatiche
e medicinali. Sono anche riprodotte in miniatura le principali chiese ed
attrattive del luogo, come il ponte di Loreto e l’Arma Pisciusa.
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