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SACCARELLO

Saccarello

Maestoso sopra Verdeggia vigila ad oltre duemila metri di altitudine il monumento al Redentore sul monte Saccarello; in ghisa dorata, posto su un artistico piedistallo in pietra lavorata, il Signora mostra il proprio cuore all’intera vallata in segno di protezione. Trasportato lassù nel 1901 dopo un avventuroso viaggio da Parigi. Dove era stato fuso in due blocchi, prima con il treno indi con un carro, venne innalzato sul piedistallo soltanto l’anno successivo, grazie all’aiuto decisivo dell’esercito. Dalla prima festa inaugurativa, alla presenza di vescovi e prelati e di alcune migliaia di persone, sono trascorsi ormai cento anni; eppure il raduno si ripete ogni anno con il concorso di montanari, pastori e turisti provenienti da tutte le valli sottostanti ed anche dalla costa.

Il monumento è stato restaurato nel 1980 a cura del Comitato Pro Saccarello, dopo il rocambolesco ritrovamento di una mano, staccata da un fulmine e finita chissà come a molti chilometri di distanza, in quel di Santo Stefano Belbo, nelle Langhe. Si presenta tuttora in tutta la sua maestosità ed è bello ritrovarsi al suo cospetto la prima domenica di agosto, per trascorrere una giornata diversa, immersi nella natura e più vicini a Dio.

Al Saccarello fanno capo anche gli impianti sciistici di Monesi di Triora, un importante centro di turismo invernale che aspetta di essere valorizzato. Si parla da anni di progetti, anche faraonici; con certezza si può dire che il collegamento della frazione triorese con la Valle Argentina, oltre che con altre vallate contigue, arrecherebbe benefici indubbi a quel turismo che sta ormai arrancando, facendo conoscere zone che meritano di essere scoperte dal grosso pubblico.

Si avrebbe la possibilità di collegare la riviera con l’entroterra, di raggiungere, in un’ora di macchina, le più alte vette della Liguria, ammantate di una neve particolarmente adatta allo sci; si potrebbe coniare lo slogan "dal mare ai monti in sessanta minuti", ridando vita a quella che, negli anni sessanta, era a ragione chiamata la "piccola Svizzera ligure".




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