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RASSEGNA STAMPA

Da: Avvenire (4 agosto 2013)
 
OMAGGIO AL REDENTORE CON CAREGGIO
 
 
Come da tradizione, questa mattina, sulla vetta del Monte Saccarello, Alberto Maria Careggio, vescovo di Ventimiglia-San Remo, celebrerà la Messa ai piedi dell’imponente statua del Redentore. Sono attese centinaia di persone che a piedi o con i propri mezzi si recheranno come pellegrini a pregare, ad ascoltare la Parola di Dio ed a celebrare l’Eucaristia. «Partecipo sempre con grande piacere ed entusiasmo a questa iniziativa – ha dichiarato Careggio – non soltanto a titolo personale, ma come vescovo delegato dal consiglio episcopale ligure (cel) per la pastorale dello sport, del turismo e del tempo libero. Salirò a venerare l’effige del Sacro Cuore per mantenere vivo l’affidamento a Cristo della nostra terra e dell’Europa intera voluta da papa Leone XIII, che ha chiesto la costruzione di statue cherappresentassero il Cristo in tutte le vette più alte del nostro continente. L’occasione è importante per richiamare le parole di Gesù: “Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi, io vi ristorerò”. Molti quest’anno non potranno lasciare le loro case per un periodo di vacanza a causa delle difficoltà economiche che tutti conosciamo, ma è comunque importante ricavare un po’ di tempo per ritemprarsi nello spirito. Basta anche solo interrompere le attività quotidiane per ricavare dei momenti in cui lasciarsi rigenerare dallo Spirito Santo». L’evento è stato preparato dall’Associazione che già nel suo nome, «Festa del Redentore Monte Saccarello» lascia comprendere le proprie finalità, innanzitutto quella di accogliere coloro che hanno piacere a partecipare al “raduno”, che si svolge ogni anno la prima domenica del mese di agosto. Gli altri scopi associativi sono: organizzare la celebrazione religiosa e l’aperitivo offerto ai partecipanti della manifestazione; mantenere in ordine la statua del Redentore e tenere pulita la zona adiacente nel rispetto della natura; promuovere lo sviluppo della manifestazione anche con l’organizzazione di attività correlate, in collaborazione con altri enti o associazioni; organizzare attività, favorire lo scambio di opinioni ed esperienze, la solidarietà ed il mutuo soccorso tra i soci basati sul principio dell’uguaglianza ed in fine sensibilizzare l’opinione pubblica mediante la divulgazione di notizie,pubblicazioni ed iniziative sulle tematiche relative alla Festa del Redentore. L’associazione, infatti, mantiene viva quanto è avvenuto sul finire dell’Ottocento ad opera di un comitato, presieduto dal commendatore Filippo Tolli, che decise di erigere sulle vette delle regioni italiane monumenti al Redentore per salutare l’imminente ar rivo del nuovo secolo. L’idea, sostenuta entusiasticamente da Leone XIII, in Liguria fu propugnata soprattutto dall’arcivescovo di Genova Tommaso Reggio che, per realizzarla, si affidò al suo confessore, il canonico triorese Giuseppe Giauni. Una storia ricca che continua oggi grazie all’impegno dei volontari, dei credenti e delle tante persone che sostengono e mantengono vivi il significato del luogo.
 
 
 
 
Da: Riviera 24 (3 agosto 2013)
 
DOMANI PER LA 113A VOLTA CI SI RITROVA AI PIEDI DELLA STATUA DEL REDENTORE
 
113°.
E' questo il numero, importante, che ha raggiunto la statua del Redentore sul Monte Saccarello, la più alta vetta dei monti liguri.
Sono infatti 113 gli anni che la statua è là, su quel monte, anche se non da subito nella posizione attuale, perchè allora, parliamo dell'inizio del secolo scorso, issare sul basamento due tronconi di ghisa del peso di quaranta quintali, non fu tanto facile e soltanto il cinque agosto del 1902, la statua ebbe la sua collocazione definitiva.
Da allora ogni anno, la prima domenica di agosto, ci si ritrova su quelle montagne, per celebrare una messa a ricordo dei tanti che a vario titolo hanno collaborato a realizzare l'opera: da Papa Leone XIII l'ideatore della erezione di una statua sul monte più alto di ogni regione, all' allora arcivescovo di Genova Mons. Tommaso Reggio propugnatore dell'idea, ed al suo confessore, il canonico triorese Giuseppe Giauni che seguì da vicino i lavori.
Sono molti i ricordi, gli aneddoti che si potrebbero raccontare sulla statua del Redentore, dalla multa comminata nel 1901 dalla Pretura di Tenda ai militari e taglialegna che tagliarono due larici per fare le assi per issare il Sacro Cuore, al trasporto in nave da Parigi, dove la statua venne fusa, sino ad Oneglia e poi a Ormea in treno ed ancora al Saccarello su un carro trainato da buoi, alla mano spezzata da un fulmine e poi "miracolosamente" ritrovata a Santo Stefano Belbo e riattaccata da don Angelo Nanni, parroco di Dolceacqua, ma molto legato al Saccarello dove portava i giovani quando era curato della Chiesa di Arma.
Anche quest'anno, domani, ci si ritrova al Saccarello, ai piedi della statua del Sacro Cuore, dove alle 11.00 Mons. Alberto Maria Careggio, attuale vescovo della Diocesi di Ventimiglia San Remo, celebrerà una Santa Messa.
E' dal 2004, da quando si è insediato in Diocesi, che il vescovo raggiunge a piedi il Saccarello per la funzione religiosa e questo da lustro all'appuntamento.
Non è il primo vescovo a celebrare messa lassù.
Le cronache ricordano la presenza di Mons. Rousset, Mons. Coppo, Mons. Verardo, Mons. Barabino, ma sinora è l'unico vescovo a non essere mai mancato all'appuntamento, quello della celebrazione di una Santa Messa, la prima domenica di agosto, appuntamento ideato nel 1975 da un gruppo di abitanti della frazione triorese di Goina e da Antonio Astini di Creppo che fondarono il Comitato Pro Saccarello, che ancora oggi esiste e che si occupa di organizzare la festa, poichè di una festa si tratta, una festa all'insegna dell'amicizia e della fede.
 
 
 
Da: Sanremonews (6 agosto 2011)
 
DOMANI DALLA CIMA DEL MONTE SACCARELLO DIRETTA RADIOFONICA DELLA SANTA MESSA
 
Domani, domenica 7 agosto, dalla cima del Saccarello, alle ore 11,00 si potrà ascoltare in diretta radiofonica la Santa Messa, grazie all’impegno e alla collaborazione sostenuta dal Presidente Mario Berardi e dal Consiglio Direttivo del Lions Club Sanremo Host, per far ascoltare via radio, la cerimonia giunta al suo 111° anniversario. Un evento straordinario che sarà gradito a quanti non potranno partecipare personalmente alla cerimonia e in particolare, l’invito a seguire via radio la celebrazione dal Redentore è rivolto anche a tutte quelle persone anziane e ammalate della nostra diocesi.

Era il 1900 quando Papa Leone XIII, durante la Messa della vigilia di Natale in San  Pietro, annunciando il Giubileo per l’anno Santo 1900, dichiarò di voler celebrare l’arrivo del XX secolo dedicando il Novecento al Redentore. La sua iniziativa coinvolse tutte le regioni italiane che si fecero carico di individuare le vette montane che avrebbero accolto le statue, i monumenti o le gigantesche croci per rappresentare il Redentore. Così, anche nel ponente ligure, qualcosa si 'mosse' e, dapprima in treno, poi con carri trainati da buoi, ed infine a forza di braccia, il 'nostro' Redentore si 'installò' sulla cima del Monte Saccarello, una delle cime più alte delle alpi marittime, al confine fra l'Italia e la Francia, fra la Liguria ed il Piemonte, fra la provincia di Imperia e quella Cuneo.

Da allora, ogni anno, la prima domenica del mese di agosto, c'è l'appuntamento sul monte Saccarello. Un raduno annuale che ha sempre conservato il suo fascino da ben 111 anni. Anche quest'anno per la seconda volta, il Lions Club Sanremo Host e la PTS (Produzioni Televisive Sanremo di Roberto Pecchinino) collaborano con la Diocesi, allestendo le attrezzature tecniche per trasmettere in diretta dal Saccarello la Santa Messa , che sarà celebrata alle ore 11,00, dal Vescovo della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo.

Per chi desidera raggiungere la cima a piedi, l’appuntamento è per domenica alle ore 8.30 da Colle Garezzo.
 
 
 
Da: Riviera 24  (3 agosto 2009)
 
Come ogni prima domenica di agosto, da 109 anni a questa parte, anche quest'anno, domenica 2 agosto, si è rinnovato l'appuntamento con la Festa del Redentore e con il monte Saccarello, una delle cime più alte delle Alpi Marittime, al confine fra l'Italia e la Francia, fra la Liguria ed il Piemonte, fra la provincia di Imperia e quella Cuneo. Alle 6.30 c'è stata la partenza da Verdeggia per giungere a piedi sul Monte Saccarello. Alle 10.30 il Vescovo della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo, Monsignor Alberto Maria Careggio ha celebrato una Santa Messa solenne in onore del Redentore.
In seguito le sezioni del Club Alpino di Bordighera-Ceva-Garessio-Imperia-Ormea-Sanremo-Ventimiglia assieme ai Comuni di Briga Alta (Cuneo), La Brigue e Triora hanno inaugurato la "Stele della fraternità montanara" che nell'occasione è stata benedetta da Monsignor Careggio. Dopo il giuramento da parte dei sindaci Mario Zintilini (Briga Alta), Bernard Gastaus (La Brigue) e Marcello Lanza (Triora) ha preso la parola il Presidente Generale del Club Alpino Italiano, Professore Salsa. La giornata è stata animata dal Coro Mongioie di Imperia.
 
 
 
 
 
Da: Sanremonews (7 agosto 2007)
 
 
GRANDE PARTECIPAZIONE PER LA MESSA AI PIEDI DEL REDENTORE
 
Numerose le persone che si sono recate, domenica scorsa, al Monte Saccarello ai piedi del Redentore. Molti partecipanti sono giunti a quota 2200 con con mezzi propri, mentre i volontari dell'Associazione 'Terzo Millenio', guidati dal presidente Rolando Marcello, hanno messo a disposizione cinque Jeep, per portare i componenti della corale diocesana da Monesi alla vetta.
 
Prima della Santa Messa, Silvio Asini, figlio di un socio fondatore della pro-Saccarello ha voluto ricordare la figura di 'Giacumin de Rusina', Presidente della Pro-Saccarello da poco scomparso. Alle 11, il Vescovo della Diocesi di Ventimigla-Sanremo, Mons. Careggio ha presideduto la Messa, animata dalla Corale Diocesana, diretta dal Maestro Davide Tepasso che, per l'occasione, ha composto la 'Mèsa di münti'. Alla tastiera Andrea Verrando e voce solista Biagio Di Bello.
 
Nel pomeriggio, prima di lasciare la vetta, la corale ha eseguito ai piedi del redentore i canti 'Laudate Domino' e 'Lauda Jerusalem'. Anche il tempo è stato favorevole allo svolgimento della giornata che, come 'recita' il testo dell'Inno al Redentore, è stato uno di quei 'giorni senza tramonto'!
 
 
 
 
 
Da: Sanremonews (7 agosto 2006)
 
 
UNA GIORNATA INTERA SUL SACCARELLO AI PIEDI DEL REDENTORE
 
 
Nonostante la premessa poco confortante della vigilia, quando scrosci d'acqua, grandine e finanche neve si sono abbattuti sulle montagne liguri, sono confluite ieri sul monte Saccarello, ai piedi del Redentore, non meno di duecento persone. Alle ore 11,15 il vescovo di Ventimiglia-Sanremo, mons. Alberto Maria Careggio, assistito dal suo segretario, ha celebrato una santa messa, ravvivata dai canti di alcuni dei presenti. Tra questi alcune autorità, fra cui il sindaco di Triora, prof. Lorenzo Lanteri, che faceva gli onori di casa, Gabriele Saldo, Eugenio Minasso e Paolo Strescino. In un panorama di rara bellezza, con il Monviso che si stagliava imponente in lontananza, Silvio Astini, figlio del primo presidente del Comitato Pro Saccarello, ha ricordato come trenta anni fa il padre, con l'aiuto di alcuni volontari, avesse fondato questo gruppo di pastori, che, pur con forze limitate, perdura tuttora.
 
E' il presidente Giacomo Lanteri, subentrato ad Antonio Astini, perito tragicamente nel 1979, a ricordare questa bella esperienza, esempio di abnegazione e di affetto verso gli antenati. "E' dall'età di nove anni che vado sul Saccarello; tranne i tristi anni della guerra, sono sempre stato presente al raduno. In verità dalla seconda metà degli anni sessanta fino al 1974 non si celebrava più neppure una santa messa e il ritrovarsi lassù era soltanto una mera abitudine. Nel luglio del 1975 chiamai i miei conterranei di Goina Antonio Prevosto ed i fratelli Carletto e Valentino Lanteri, esponendo loro un'idea: "Perché non facciamo dire una Santa Messa per i nostri vecchi sul Saccarello la prima domenica di agosto?". L'adesione fu immediata ed il parroco di Realdo e Verdeggia, don Italo Belcastro, si prestò con entusiasmo. Eravamo in parecchi quell'anno e, al termine della funzione, suor Amabile Ferraironi mi lanciò una proposta: "Perché non formate un comitato?" Dopo inevitabili tentativi e perplessità, l'idea prese corpo e ben presto fioccarono le prime adesioni e le prime offerte. A presiedere quello sparuto gruppo di volontari fu scelto il crepparolo Antonio Astini, sincero amante della montagna. Da allora sono trascorsi molti anni. Il comitato ha conosciuto gioie e dolori, si è accollato lavori di restauro non indifferenti, ha organizzato annualmente il raduno con le proprie forze e con modeste risorse. Nel 1991 Sandro Oddo, segretario, ne ha raccontato le vicende nel libro "Davanti al Redentore", soffermandosi sull'innalzamento della gigantesca statua, sul rocambolesco ritrovamento di una mano del Redentore e sulla toccante vicenda di Nicolino Brambille, che nel 1982 lanciò una mongolfiera, ammarata a Marina di Grosseto. Oggi non sono in buone condizioni di salute, però sono con i miei amici lassù davanti al mio "Santu der Sciaccaè". Dei "vecchi" fondatori lassù non ci sarà nessuno, salvo Tunin Prevosto. Però la continuità è garantita dalla Pro Loco di Triora, guidata da Roberto Faraldi, e dai figli dei "saccarellini".
 
La campana di suor Amabile ha rintoccato lassù, davanti alla cappelletta, per la trentesima volta, accompagnando il vescovo che, dopo aver firmato il libro, apponendovi una commoventi dedica, ha dato a tutti appuntamento per il prossimo anno.
 
 
 
SUL MONTE SACCARELLO
. Una camminata alla scoperta delle sorgenti del Tanaro
 
 
(di  Claudio Trova, da http://www.vallidicuneo.net/saccarello_e_tanaro.htm)
 
Il Monte Saccarello risulta geograficamente interessante per almeno tre motivi: è innanzi tutto la cima più elevata della Liguria, è inoltre un importante nodo orografico poichè dalla sua vetta hanno origine le linee spartiacque che separano tre vallate (Roya, Tanaro e Argentina) associate a tre diverse regioni (Provenza, Piemonte e Liguria) ed è infine celebre poichè dalle sue pendici, con il nome di Tanarello, nasce il Tanaro, unico rilevante affluente di destra del Po ad avere origine alpina. La sua cima, comune alle province di Cuneo ed Imperia ed al dipartimento francese delle Alpi Marittime, è tuttavia anche assai interessante dal punto di vista paesaggistico, essendo un punto panoramico di primaria importanza: ampia risulta infatti la visione sulle Alpi Liguri dall'Antoroto al Marguareis verso nord e nord-est e verso il Toraggio ed il Pietravecchia verso sud-ovest ed entusiasmante appare inoltre il panorama che dal suo punto culminante si apre verso occidente, panorama dominato dalle cime del Parco del Mercantour e dal solco della valle Roya. La vetta può essere raggiunta da Monesi seguendo una strada sterrata di origine militare; l'itinerario descritto sale invece dalla valle Arroscia, in provincia di Imperia, raggiunge rapidamente lo spartiacque con la valle Tanaro e, seguendo a lungo la cresta, raggiunge la cima con il vantaggio di svolgersi quasi essenzialmente su sentiero e con percorso sicuramente più panoramico. Elementi di interesse dell'escursione risultano inoltre l'abbondante fioritura della Fritillaria, dalle curiose campane gialle ricurve punteggiate in bourdeaux, pianta soggetta a protezione assoluta che alligna in prossimità del Colle del Frontè, ed i numerosi ruderi di fortificazioni militari che si incontrano lungo la cresta spartiacque fin sulla vetta. Una curiosità è costituita anche dalla presenza del Redentore; facente parte delle sculture collocate sulla cima più alta di ogni regione italiana per festeggiare l'inizio del XX secolo, la statua in bronzo dorato venne costruita a Parigi e trasportata in vetta nel settembre del 1901: l'inaugurazione avvenne il giorno 15 dello stesso mese ma, poichè i lavori non erano stati completati per tempo (mancava il piedistallo), la cerimonia venne ripetuta nel settembre dell'anno successivo innanzi a migliaia di fedeli. La scultura, di dimensioni imponenti (complessivamente la parte bronzea e quella in muratura s'innalzano per 14 metri), è collocata a quota 2166 m., alcune centinaia di metri (in lunghezza) prima del punto culminante: su quest'ultimo, oltre ai ruderi di numerose postazioni militari, è presente un cippo bianco, alto circa 4 metri, innalzato nel 1891 in ricordo di una pattuglia di alpini travolti da una valanga ............ e proprio a proposito di valanghe, la relativa vicinanza al mare non deve indurci a ritenere questa montagna meno severa di altre zone montuose poste in posizione più centrale; proprio dal Saccarello, sempre il 30 gennaio ma a distanza di 180 anni (1805 e 1985), si staccarono due imponenti valanghe che precipitarono su Verdeggia, circa 1000 metri più a valle, percorrendo esattamente lo stesso canalone: mentre in occasione del primo evento la massa di neve portò distruzione e morte, negli anni '80 fu invaso soltanto un piazzale praticamente vuoto: una volta tanto l'uomo era stato saggio e aveva ricostruito le case in una posizione più sicura.
 
 


Da Nice-Matin (25 novembre 2011)

LE CENTENAIRE REDENTORE MENACE DE S'EFFONDRER

S'il est un lieu hautement symbolique pour tous les habitants de ce qu'il est convenu d'appeler la Terre Brigasque (le chef-lieu et ses hameaux détachés en 1947), c'est bien le Mont Saccarello et sa colossale statue dédiée ai Christ Rédempteur (“ Redentore”). Mais son socle donne de graves signes de faiblesse.
Cette statue, dune hauteur totale de quinze mètres (neuf pour la base, six pour le Christ en fonte) fait partie d'une série de vingt monuments érigés sur les points culminants des régions d'Italiue pour marquer chrêtiennement le début du XX siècle. Arrivée par train à la gare d'Ormea, la statue fut hissée sur le Saccarello à 2200 m. d'altitude à dos de mulet et assembleée sur place. C'est à même le sol qu'elle fut inaugurée le 15 septembre 1901 avec une messe célébrée par l'évêque de Vintimille. La base fut alors construite pour recevoir la statue et compléter le monument qui domne désormais les Alpes de la mer.

La ménace inquiétante.

Déjà en 1978, la foudre avait arraché une main du Christ. Elle fut retrouvée per hasard dans una ferme et resaturée. Les dégradations actuelles sont bien plus alarmantes. A l'occasion du rassemblement du mois d'août dernier, des observateurs avisés ont remarqué que les pierres taillées de parement étaient disjointes, que les cerclages ne jouaient plus leur rôle de maintien et que le piedestal se lezardait sur toute sa longueur. Une association s'est constituée pour sauvegarder ce monument en péril. Mais elle se heurte à de nombreuses interrogations: qui est le propriétaire? L'édifice est implanté sur le territoire de Briga Alta, mais à qui appartient-il? Et surtout, qu'y a-t-il à l'intérieur du socle qui englbe l'axe centrale de la statue? Pour le savoir, on envisage de procéder à des micros sondages pour ensutie injecter éventuellement de la résine pour obtenir un monolithe stable. Se profile alors l'obstacle du coût de l'opération évalué à plus de 170 000 euros. Les mobilisations seront-elles suffisantes pour sauver une figure montagnarde emblematique?

(Liliane Pastorelli)