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curiosità



curiosità

Le principali tradizioni culturali e storiche sono legate principalmente a ricorrenze religiose. Si tratta in particolare: a) della processione del Monte, in adempimento ad un antico voto legato ad un’invasione di cavallette o locuste; si svolge ogni anno la seconda domenica dopo Pasqua e vengono portati su di un’altura soprastante il camposanto un gruppo statuario della Madonna della Misericordia, un Cristo ligneo e, da parte di incappucciati in nero, una pesantissima croce; b) del raduno di San Giovanni dei Prati, che ha luogo ogni anno il 24 giugno con la partecipazione degli abitanti delle alte valli Argentina e Nervia; è preceduto, la sera del giorno precedente, da una cerimonia con processione e trasporto della statua di San Giovanni Battista, seguita da falò e distribuzione di cipolle ripiene; c) della calata di Cristo dalla Croce, toccante cerimonia, organizzata nella serata del Venerdì Santo dalla Confraternita della Buona Morte di Triora, nella Collegiata; e) del Santo Natale, con l’accensione di un grande falò, l’osu, l’arrivo di Babbo Natale con doni per tutti i bambini e la Santa Messa di Mezzanotte, con il bacio a Gesù Bambino; d) del raduno davanti al gigantesco monumento del Redentore, posto nel 1901 su di un’altura presso il monte Saccarello; ha luogo la prima domenica di agosto e vede la partecipazione di pellegrini provenienti da tutte le valli circostanti. L’ultramillenario borgo di Triora fu una delle più importanti podesterie della Repubblica di Genova, alla quale rimase sempre fedele nei secoli. Anche nel 1625, quando fu assediata dai Savoiardi, “in tanto precipitare, tenne fermo con la fede e con l’armi in pro della Repubblica” (M. Bargellini, Storia popolare di Genova, 1856). Secondo la leggenda, per dimostrare la loro capacità di resistenza, i Trioresi avrebbero inviato fuori dalle mura un vitello piuttosto grasso e nutrito di grano. Di Triora si occupò lo scrittore Riccardo Bacchelli, scrivendo le seguenti indelebili e commoventi parole: “Vi fui sul far della sera, mentre estive caligini sciroccali accrescevano sui monti il senso di remota lontananza e solitudine. E anche la cortesia degli abitanti, cortesi come sanno esserlo i liguri austeri e ritenuti, parlava al cuore. Alto sullo sprone di monte, e dominante sul paese e sulle valli precipiti e profonde, il camposanto di Triora è simile a un fortilizio destinato all’ultima difesa. Ed anche la stupenda invenzione che l’ha collocato lassù è un’invenzione d’amore”. (Italia per terra e per mare).